La via d'accesso all'inconscio
Sigmund Freud è stato un medico austriaco che ha fondato la psicoanalisi.
Il primo passo fu quello di individuare il metodo catartico per curare i sintomi dell'isteria e scoprire la loro motivazione attraverso la manifestazione di eventi traumatici repressi da neutralizzare che però vanno fatti ricordare al paziente, dato che vengono messi nell'oblio come reazione di difesa inconsapevole per via della natura spiacevole dell'avvenimento.
Freud ipotizzò che il processo di difesa cominciasse dall'evento traumatico che veniva messo nell'oblio e questo impediva il deflusso della carica emotiva e comportava lo sviluppo di sintomi organici e psichici.
Il fisiologo fu il primo a tenere conto dei processi psichici non consapevoli, come la rimozione(desiderio di cancellare eventi, pulsioni e tendenze), dimostrando così il ruolo della coscienza marginale. Freud indaga se stesso per 4 anni e scopre che la sessualità ha un ruolo essenziale nell'insorgenza della nevrosi.
Inoltre ha studiato anche il significato dei sogni, territorio dell'inconscio. Riteneva che essi fossero sintomi del passato ed espressione di un desiderio. Questa attività psichica può essere considerata simile a un'opera d'arte che deve essere interpretata.
Il sogno è un compromesso tra il contenuto latente, censurato e difeso dalle barriere, e quello manifesto, che si manifesta e riguarda il tempo recente. Il lavoro onirico è un trattato deformante dell'io dei sogni che vengono drammatizzati e condensati, dimostrando così che il sogno e gli elementi rimossi sono connessi.
| Psicopatologia della vita quotidiana, 1901 |
Nell'opera Psicopatologia della vita quotidiana il fisiologo analizza i lapsus e gli atti mancati; questi hanno cause inconsce per via dell'intervento di tendenza inconsapevole che turba il normale comportamento e rappresentano il conflitto interiore dovuto alla rimozione.
La mente umana e la nevrosi
Freud ha suddiviso la mente umana in delle zone. La prima topica è suddivisa in:
1. conscio, la parte consapevole e più piccola della psiche;
2. inconscio, i ricordi;
3. preconscio, cioè i contenuti latenti dimenticati momentaneamente.
La seconda topica ha un modello descrittivo diverso, dato che individua le istanze e le funzioni ed è composta da:
1. Es, ossia la vita pulsionale e impersonale che si agita e dà vita ai bisogni e ai desideri dell'inconscio;
2. Super-Io, la coscienza che regola il modello ideale di comportamento e si colloca tra la parte cosciente e quella inconscia;
3. Io, ovvero la parte organizzata della psiche che media tra l'Es e il Super-Io, è soggetta anche al mondo esterno.
La nevrosi si forma quando l'Io è schiacciato dai suoi tre padroni e quindi si crea uno squilibrio che porta a segnali di conflitto, quali i lapsus, gli atti mancati e i sogni. Può essere curata attraverso il metodo delle libere associazioni, cioè che il paziente è esortato a raccontare tutto quello che gli viene in mente e quindi fa scorrere le immagini incoraggiato dal terapeuta, il quale deve contrastare la rimozione.
La terapia psicoanalitica si basa su questo metodo e sulle esperienze, ciò significa che si allarga la coscienza e i territori perduti dell'inconscio vengono riconquistati. Per garantire ciò ci deve essere un patto tra medico e paziente chiamato transfert, che consiste nella fiducia nel medico del paziente, che viene trasportato emotivamente e consente la collaborazione tra le due parti.
La sessualità
Freud rivoluziona la concezione dell'istinto sessuale. Per il filosofo quest'ultimo ha caratteri specifici e fa provare piacere e soddisfazione indipendenti dall'oggetto. Introduce inoltre il concetto di libido, l'energia specifica, sotto forma di pulsioni erotiche, con variazioni nello sviluppo indirizzate verso oggetti e finalità differenti.
Per Freud esistono diverse fasi della sessualità nel bambino, che definisce perverso e polimorfo.
1. Fase orale (suzione);
2. Fase anale (funzioni corporali);
3. Fase geniale (organi sessuali);
4. Fase fallica;
5. Fase di latenza;
6. pubertà.
Il fisiologo parla anche del complesso di Edipo, ovvero una condizione tra i 3 e i 5 anni in cui c'è un attaccamento erotico al genitore del sesso opposto in contemporanea con dei sentimenti ostili nei confronti di quello dello stesso genere. Questo complesso deve essere superato per poter maturare correttamente.
La società e la morale
Altri aspetti analizzati dal filosofo austriaco sono stati la società, l'antropologia e la morale.
Freud ritiene che i totem e i tabù creino delle norme sociali, morali e religiose.
La società si basa su due principi: quello individuale, ovvero la tendenza a realizzare immediatamente i propri desideri, e quello di realtà, che tiene conto del differimento dall'appagamento del piacere che limita e fa soffrire. Ciò significa che la civiltà è una fonte di repressione attraverso la morale.
Essa è un effetto dell'imposizione sociale che viene assecondata per la paura e per l'autorità, infatti chi non è disposto a sottostare alle norme sociali perderebbe amore e rispetto da parte degli altri
Gli sviluppi della psicoanalisi
Fin dai primi del '900 la psicoanalisi ha interessato tanti altri medici, tanto che si arriverà a fondare una società psicoanalitica internazionale nel 1910, ma ha incontrato anche opposizioni, quali quella della medicina ufficiale, che riteneva eccessivo il ruolo della sessualità, e quella dei perbenisti, che volevano censurarla.
Dopo essere stato criticato, Freud fu abbandonato da due seguaci, Adler e Jung, che portarono avanti due correnti psicoanalitiche differenti.
Adler
Adler si divide da Freud per due aspetti. Egli riteneva che la libido fosse la tendenza di autoaffermazione, quindi la volontà di potenza, che se agganciata a un sentimento di inferiorità porta a un complesso di inferiorità patologico.
Inoltre Adler tiene in considerazione le interazioni con gli altri. Un soggetto normale trova strategie creative grazie all'educazione per superare il complesso di inferiorità, mentre un soggetto patologico cerca di superare tale complesso con strategie fantastiche e immaginarie. Per questo c'è bisogno della terapia per smascherare falsi obiettivi e fornire mete essenziali più idonee e stimolanti.
Jung
Jung si oppone a Freud perché unisce la scienza e la mitologia, cioè il pensiero indirizzato e il fantasticare, per recuperare tale capacità.
Oltre a ciò, il terapeuta svizzero riteneva che la sessualità non poteva costituire la struttura centrale della vita psichica. Infatti la libido era per lui l'energia vitale presente in tutti gli organismi viventi che permette il progresso culturale, inteso come lo sviluppo di funzioni complesse e differenziate. Egli ritiene che questa forza sia l'origine della civiltà e che la nevrosi sia l'incapacità di adattarsi ai cambiamenti, facendo così regredire il paziente verso forme arcaiche di condotta e di pensiero che generano conflitto patologico.
Jung introduce anche il concetto di inconscio collettivo. Si tratta di un inconscio ereditario che appartiene a tutti, costituito da archetipi, cioè dei modi di rappresentazione della realtà comuni, che devono essere integrati nella psiche per maturare.
Alcuni di questi sono:
- persona, ciò che l'individuo intende mostrare di sé;
- ombra, la parte sgradevole e inaccettabile della psiche;
- animus e anima, rispettivamente l'immagine maschile nella donna e quella femminile nell'uomo;
- sé, la dimensione in cui si conciliano i vari aspetti consci e inconsci della personalità.
Il terapeuta svizzero è ideatore di un processo di individuazione, ossia il superamento del contrasto nella psiche attraverso la crescente integrazione e unificazione delle componenti che formano la personalità. In questo caso il conflitto tra razionalità e irrazionalità crea sofferenza, per via dell'accettazione dell'irruzione dell'inconscio collettivo.
Jung afferma che gli archetipi sono modelli di comportamento alternativi che indicano delle nuove modalità di esistenza e quindi ipotizza che siano la soluzione al conflitto tra le varie istanze della personalità.
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